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SPILLARE HA… “FEDE”: IL DIRIGENTE DELLA PRIMA SQUADRA RACCONTA IL SUO MALO

Parola all’accompagnatore della prima squadra, un fedelissimo dei colori nerostellati. Del calcio dice: “L’atmosfera che si respira negli spogliatoi e quando si entra al Comunale sono uniche… Chi ha giocato a Malo sa di cosa parlo”. Sul vivaio: “Il lunedì mi diverto a leggere le formazioni scese in campo la domenica: i giocatori usciti dal settore giovanile del Malo sono tantissimi”. 

 

C’è “Fede”. Non solo nel buon esito della corsa salvezza del Petra Malo in Promozione. C’è Federico Spillare s’intende, uno dei “monumenti” del dietro le quinte della società maladense, da anni impegnato – e non poco – come dirigente dopo altrettanti anni con la divisa di casa, di patria, indossata con orgoglio, passione e umiltà, come traspare dalle sue parole.
In questa stagione ricopre il ruolo di Dirigente Accompagnatore della prima squadra, seguendo quindi da bordo campo le avventure calcistiche del team di Disha, conoscendone così pregi e difetti, potenziale e difficoltà. Non solo “scartoffie”, un lavoraccio poco appariscente ma essenziale, insomma, ma anche partecipazione viva e vivida al calcio giocato.

 

1) Federico Spillare al Malo da?

“Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Malo, dai pulcini fino alla juniores. Poco spazio invece in prima squadra, troppo forti i vari Zoppellaro, Bortoloso e il “maestro” Carletto Cazzola per pensare di trovare posto in quel Malo che primeggiava in Eccellenza! Gli anni trascorsi nell’ambiente nerostellato mi sono sempre rimasti nel cuore, ho imparato molto dalle persone che ho avuto il piacere e l’ onore di conoscere, e poi l’atmosfera che si respira negli spogliatoi e quando si entra al Comunale sono uniche..chi ha giocato a Malo sa di cosa parlo”.

2) Tornato al Malo quando?

Non ho frequentato il calcio per parecchi anni, ma quando nel 2005 il Malo retrocesse in seconda categoria il telefono squillò. Era piena estate, dall’altra parte la voce (inconfondibile) del mio ex Presidente Silvano Lappo: “ Fede, vieni a darmi una mano?”. ”Volentieri Silvano, ma di cosa hai bisogno?”.” Sono di nuovo il Presidente dell’U.S. Malo, si riparte dalla seconda categoria, ma con umiltà e determinazione risaliremo”. Ed eccoci qua: ho accettato di buon grado e da quel momento mi sono occupato di segreteria, contabilità, tesseramenti. I primi anni sono stati difficili, eravamo in pochi, ora per fortuna ci sono altre persone valide e competenti che si sono accollate queste incombenze, il mio lavoro non mi lascia molto tempo libero ed ora seguo principalmente come dirigente accompagnatore la prima squadra”.

 

3) Vieni da una famiglia di sportivi dove il calcio in particolare veniva servito a tavola. Cosa ti sei portato in dote dal papá  Antonio che é stato arbitro ad alti livelli e poi presidente della sezione di Schio?

“Mio papà mi ha trasmesso la passione per questo sport e da lui ho imparato che il rispetto per le persone passa anche per il rispetto delle regole, nel calcio così come nella vita”.

 

4) Promozione. Dopo un annata di successi si sapeva di affrontarne una tribolata per raggiungere la salvezza. Il tuo `punto` sulla squadra in vista della volata salvezza.

“La prima squadra è formata quasi per intero da giocatori provenienti dal nostro vivaio affiancati da alcuni elementi più esperti. Per una precisa scelta della società diamo spazio a molti più giovani rispetto a quanto imposto dal regolamento. Le qualità a mio avviso non mancano, l’esperienza invece non si compra: contiamo di raggiungere l’obiettivo salvezza offrendo al tempo stesso l’opportunità ai nostri ragazzi di farsi le ossa in un campionato impegnativo come quello di Promozione”.

 

5) Infortuni di uomini chiave, qualche eccesso di nervosismo che ha portato qualche squalifica di troppo, inesperienza. Quale di questi fattori sta incidendo di più in questa fase di digiuno dalle vittorie?

“Sicuramente le prolungate assenze dei nostri giocatori di maggiore esperienza hanno influito molto sul rendimento della squadra, i nostri giovani hanno risposto con carattere; ora, però, servono delle vittorie per il morale e soprattutto per la classifica”.

 

6) Mettiamo da parte la scaramanzia, prima o poi dovrà succedere e lo diciamo con un sorriso che vuole essere beneaugurante: quando il Malo vincerá la prima partita in casa come si festeggerá?

“Bella domanda, penseremo a qualcosa di speciale: chissà che serva da ulteriore stimolo per i giocatori”.

 

7) La domanda clou per www.calciomalo.it, che per scelta precisa ha il settore giovanile del Malo sotto la lente d’ingrandimento: una tradizione o una promessa da mantenere?

“Entrambe le cose senza dubbio. Il lunedì quando sfoglio le pagine sportive mi diverto a leggere le formazioni delle squadre scese in campo la domenica, dall’Eccellenza fino alla Terza Categoria. Ebbene i giocatori usciti dal settore giovanile del Malo sono tantissimi, significa che qui a Malo si è lavorato e si lavora bene. Partecipiamo a tutti i campionati regionali e ciò comporta anche un grosso impegno di persone e mezzi. Fortunatamente abbiamo in gestione degli impianti all’avanguardia che ci consentono di offrire un servizio di qualità ai ragazzi e alle famiglie. Del resto investire sul settore giovanile a mio parere è l’unica strada da percorrere per continuare a fare calcio, se ne stanno accorgendo anche i più blasonati club professionistici”.

 

8) Un aneddoto legato al tuo pianeta a calcio a Malo come saluto ai nostri lettori…

“Un aneddoto? Beh riguarda il mio passato nel settore giovanile. Giocavo con un certo Giovanni Dall’Igna, difensore, anche lui maladense purosangue classe 1972. A Malo arrivò il Verona, come centravanti un biondone con 20 centimentri e 20 Kg in più di dall’Igna. Abbiamo perso, ma il biondone a metà tempo esce dal campo in lacrime sostituto e rimproverato dall’allenatore perché il difensore del Malo lo stava “massacrando”. Qualche anno dopo Dall’Igna è in serie A con la Sampdoria, poi con la Cremonese e il Bologna…”