News dal mondo Nerostellato


MISTER ROBERTO CAROLLO, TRA UMILTA’ CALCISTICA E TIFO CREATIVO

Intervista al nuovo allenatore di casa Malo, a lui affidati gli Esordienti “B”.
Il mondo del pallone giovanile visto dal suo punto d’osservazione e gli scatenati ragazzi del 2002 da crescere.
“La vera vittoria non è quella che si conquista a tutti i costi sul campo, ma la stima degli altri anche fuori”.

Esordienti, pane per i propri denti. Che un allenatore del vivaio debba possedere tante doti umane è cosa nota a tutti nello sport e non solo. E quando si ha a che fare con ragazzi nella fascia d’età dai 10 ai 12 anni, la “sfida” extrasportiva è ancora più tosta. Perchè? Lo spiega Roberto Carollo con una battuta nell’intervista che segue e che approfondisce questa settimana il tema dei vivai nerostellati: i ragazzi di questa età sono delle vere e proprie “spugne”, che assorbono insegnamenti ed esempi, senza perderne una goccia. Mister Carollo guida da settembre la squadra degli scatenati 2002, il team “B” del terzetto di formazioni a 11 iscritti nella fase primaverile fra gli Esordienti provinciali. La squadra “di mezzo”, che spesso e volentieri affronta senza timore alcuno anche i baby calciatori di un anno più grandi. Tanti sorrisi in questa stagione, un quarto posto lusinghiero nella sezione autunnale e una crescita che conforta. Merito anche del tecnico e dei suoi collaboratori stretti che seguono con passione e competenza i 12enni rampanti che vestono la divisa nerostellara, con Roberto Carollo alla prima esperienza a Malo, dopo una vita da… mediano – ma dai piedi buoni – nei centrocampo dalla seconda categoria alla promozione, e qualche anno già alle spalle – sette per la precisione – di esperienza maturata come allenatore nei settori giovanili, in particolare al Costabissara da dove proviene. E, con nel distintivo, anche l’attestato di tecnico di settore giovanile Figc-Coni e poi il patentino più recente di allenatore di base Uefa B.
Organizzazione di tornei, camp e ritiri precampionato sono il surplus che abbina al suo ruolo di tecnico, con la voglia di imparare delle “spugne”, appunto, e il loro entusiasmo, a spingerlo ancora più a fondo nel proprio ruolo di guida…

ALLENARE IN UN SETTORE GIOVANILE, LE MOTIVAZIONI CHE PORTANO UNA PERSONA A QUESTA SCELTA…
“L’amore per il calcio, la voglia di non appendere del tutto le scarpe al chiodo, e cercare di insegnare ai ragazzi più cose possibili per il loro futuro, sia nell’ ambito calcistico che in generale nella vita”.

I TUOI ESORDIENTI SONO TORNATI IN CAMPO ORMAI DA UN MESE DOPO LA LUNGA PAUSA INVERNALE MOSTRANDO BUONI NUMERI. DIFFICILE TENERLI “AI BOX” IN INVERNO?
“Tenere un gruppo di ragazzi di 11-12 anni lontano da un campo da calcio e senza un pallone è naturalmente molto difficile. Per fortuna quest’anno il campionato primaverile degli esordienti è iniziato quasi un mese in anticipo e quindi la pausa invernale delle vacanze natalizie è stata molto breve. Inoltre, grazie anche all’aiuto dei dirigenti della società del Malo, siamo riusciti a programmare molte amichevoli pre-campionato con società limitrofe, non lasciando la squadra lontana dalle forti emozioni che crea una partita…”

PROVIENI DAL COSTABISSARA. COSA HAI TROVATO DI NUOVO O DI DIVERSO NEL VIVAIO DEL MALO, QUALI OBIETTIVI TI ERI POSTO ALL’INIZIO E A CHE PUNTO TI TROVI DEL CAMMINO PROGRAMMATO.
“Non posso negare che ho trovato delle differenze soprattutto perché a Malo, essendoci anche una piccola parte di ragazzi “selezionati”, mi è risultato meno difficile gestire e proporre nuove esercitazioni e sempre più impegnative. Il mio obiettivo principale è quello di arrivare a fine stagione con un gruppo di ragazzi “disciplinato” sia in campo che fuori. Ovviamente il risultato lo vedremo a fine stagione!”

A TUO AVVISO QUESTA FASCIA DI ETA’ DEGLI ESORDIENTI, DAI 10 AI 12 ANNI, E’ QUELLA PIU’ IMPORTANTE NELLO SVILUPPO DI UN GIOVANE CALCIATORE?
“Sicuramente queste sono le età dove i ragazzi possono mettere le basi per il loro futuro sia calcistico che per la loro vita futura; sono paragonabili a delle spugne che assorbono tutti gli insegnamenti di “noi adulti”, quindi bisogna fare molta attenzione a non darne di “negativi”. Di conseguenza è assolutamente giusto che imparino a fare uno stop correttamente ma nello stesso tempo che rispettino le regole previste per un vero gioco di squadra”.

DIVERTIMENTO, CRESCITA, RISPETTO. CI SONO ALTRE PAROLE CHIAVE DA EVIDENZIARE NEL TUO CREDO DI ALLENATORE ED EDUCATORE?
“Lealtà sportiva e umiltà calcistica senza ombra di dubbio! Non cercare la vittoria a tutti i costi, perché la vera “vittoria” può essere la “stima degli altri”, dentro e fuori dal campo!”

ESPRIMI UN DESIDERIO LEGATO AL PALLONE…
“Durante le partite vorrei tanto sentire dagli spalti l’incitamento dei genitori verso tutta la squadra, con un tifo creativo e di incoraggiamento… penso che per i ragazzi sarebbe un supporto ancora maggiore per cercare di fare e di dare il meglio di sé, anche nei momenti di difficoltà! Con l’occasione volevo ringraziare apertamente il mio collaboratore Giovanni Miceli con il quale ho trovato un forte affiatamento, merito soprattutto dello stesso modo di pensare e di insegnare il gioco del calcio!. Non da meno sono i due mitici dirigenti accompagnatori: Giuseppe Graffeo e Giuseppe Lain, una forza trainante della squadra Esordienti 2002”.