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INTERVISTA CON ROBERTO CAROLLO, MISTER… ESORDIENTE MA ESPERTO CON I BABY

In casa Carollo “non si parla mai di calcio” ma rimane pur sempre la passione di una famiglia intera. 
Quattro chiacchiere con il tecnico per il secondo anno alla loro guida degli Esordienti 2002, squadra abituata ad eccellere nei sabati pomeriggio calcistici.
Bayern Soccer Cup  a Monaco di Baviera per i ragazzi maladensi sul piede di partenza per la Germania.

 

Esordio nello spazio interviste di un mister Esordienti in questa stagione: Roberto Carollo. Dai giochi di parole al gioco più amato, quel calcio che accompagna la vita del tecnico originario di Costabissara e che da due stagioni ha indossato la seconda pelle nerostellata, portando avanti un gruppo di baldi giovanissimi ragazzi nati del 2002, la squadra “A” degli Under 12.
Tanti anni di calcio giocato fra i dilettanti nella carriera di mister Carollo, che ha poi scoperto quasi per caso la passione per il pallone dei baby e si è buttato a capofitto in un ruolo che gli riserva insieme responsabilità, emozioni e soddisfazioni sabato dopo sabato con la sua squadra di scatenati guerrieri, uno dei fiori all’occhiello del settore giovanile dell’Us Malo 1908.  Un ex centrocampista dai piedi buoni ai tempi del calcio di gioco che ora di buone intenzioni si arma per affiancare e guidare i ragazzi nel crescita in campo e a bordo campo, tra divertimento, spirito di gruppo e trampolino di lancio…

Roberto, innanzitutto il benvenuto da parte di calciomalo.it nel nostro spazio interviste. Parlaci un po’ di te della tua carriera da calciatore prima e da allenatore, poi, nei settori giovanili.

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 10 anni nelle giovanili del Costabissara, fino a debuttare in Prima Categoria all’età di 16 anni. Ho poi giocato per varie società vicentine dalla Seconda fino alla Promozione.Di solito lascio ali altri descrivermi, comunque sono stato un centrocampista dotato di una discreta tecnica ma soprattutto ho sempre cercato di mettere alla base il divertimento ovviamente sempre con il massimo impegno! Come allenatore invece sono partito quasi per scherzo, otto anni fa, come aiutante per una squadretta di piccoli amici (5-6 anni) nella stessa società dove giocavo in prima squadra. L’entusiasmo e la voglia di imparare di quel gruppo di ragazzi, mi hanno coinvolto a tal punto da continuare questa mia nuova esperienza. Infatti nel giro di due anni, prima ho preso l’attestato come allenatore del settore giovanile con un corso FIGC-CONI e successivamente ho ottenuto il patentino di allenatore di base “UEFA B”.

In questi otto anni oltre ad allenare squadre di pulcini e di esordienti, per un paio d’anni ho ricoperto anche la figura di responsabile del settore giovanile a Costabissara organizzando tornei di calcio a 5, camp estivi e ritiri precampionato in montagna per i ragazzi dai 10 ai 13 anni”.

mister Carollo e ragazzi

Sei al secondo anno all’interno dello staff degli allenatori nerostellati. La riconferma vale come un attestato di stima da parte della società a tuo avviso?

“Questo è il secondo anno che alleno a Malo e sicuramente la riconferma penso sia un modo per dare continuità ad un lavoro iniziato la stagione scorsa, in linea con le esigenze e le richieste della società”.

Stai portando avanti il cammino di crescita dei ragazzi classe 2002 per la seconda stagione di fila. In cosa e come sono cambiati da quando li hai presi per mano ad oggi?

“Diciamo che ho visto un grosso cambiamento caratteriale, adesso cominciano ad essere dei veri “ometti” ed è per questo che stò cercando di insegnare a loro di iniziare a prendersi le proprie responsabilità sia in campo che fuori dal rettangolo di gioco …”

Esordienti 2002

L’annata in corso. Tanti sabati pomeriggio colmi di soddisfazioni per i baby, tante vittorie ed una sola sconfitta. Quale il picco più alto e quello più basso fin qui nella stagione 2014/2015?

“Per ora i ragazzi hanno risposto quasi sempre positivamente alle mie richieste, e nel contempo non posso pretendere che siano sempre perfetti e che non sbaglino mai l’approccio delle partite. L’unica partita in cui mi hanno visto veramente “arrabbiato” dentro lo spogliatoio è stata quella pareggiata col Costabissara (forse io la sentivo più di loro per i miei trascorsi). Una partita dominata nel 1° tempo con una vittoria per 5 a 0 e presa decisamente alla leggera negli altri due tempi: uno pareggiato 1-1 e l’altro perso 1-2 negli ultimi minuti… Ovviamente serve anche sbagliare per crescere!”

Quali qualità prima di tutto umane deve possedere un buon allenatore per seguire i ragazzini di questa età?

“Penso che al giorno d’oggi l’allenatore del settore giovanile fino all’età dei 12-13 anni debba essere principalmente un buon educatore, con lo scopo di far capire ai ragazzi che nel calcio, come in tutti gli sport e nella vita, ci sono il rispetto delle regole e che la vera forza di una squadra la fa l’unione del gruppo”.

muro Malo

Rispetto alle giovani squadre avversarie incontrate fin qui, dove i tuoi ragazzi hanno dimostrato una marcia in più e dove invece ritieni che debbano migliorare e maturare?

“Quando si sentono superiori alla squadra avversaria e danno per scontato di aver già la vittoria in tasca prima di entrare in campo, mi devo inventare delle “potenzialità nascoste” degli avversari, in modo da stimolare in loro la competitività e la concentrazione giusta. Questo è sicuramente un punto in cui devono crescere e maturare, visto che nelle amichevoli che abbiamo fatto con squadre di livello anche professionistico hanno dimostrato di non essere inferiori a nessuno…”

Nei settori giovanili tanti ragazzi di questa età e soprattutto tanti genitori “spingono” per entrare a far parte già da giovanissimi di club professionistici o semiprofessionistici. Cosa consiglieresti loro?

“Ai genitori direi che per i loro ragazzi, fino all’età di 12-13 anni, la cosa più importante è quella di giocare per divertirsi stando assieme ai propri amici e di non trascurare assolutamente gli studi! Ciò non toglie che se un ragazzino ha capacità tecniche superiori meriti sicuramente di provare l’esperienza con un club professionistico, appoggiandolo e lasciandogli la piena libertà nella scelta…”

Quale motivazione ti ha spinto a scegliere il ruolo di allenatore? Ti immagini ancora in queste vesti quando sarai “in pensione” o la reputi un’esperienza intesa come parentesi? 

“La motivazione è sempre una: l’amore per il gioco del calcio che mi appassiona come quando giocavo. Smetterò quando mi diventerà pesante andare agli allenamenti o alle partite perché vorrà dire che non riuscirò più a divertirmi “.

Ammonizione

Qualcuno ci dice che hai sposato un arbitro…A tavola in casa tua si parla solo ed esclusivamente di calcio quindi?

“IN CASA CAROLLO SI PARLA DI TUTTO MA NON DI CALCIO!” La risposta viene direttamente lei, mia moglie nonchè il mio arbitro preferito!”

Hai un motto o una frase particolare per stimolare i tuoi ragazzi a dare il meglio nelle situazioni difficili?

“Giocare col sorriso per divertirsi”.

Ti ricordi ancora il primo pallone che hai ricevuto o con cui hai giocato da bambino? Visto oggi lo consideri più un giocattolo, uno strumento per fare sport o un’occasione professionale?

“Ai miei tempi il pallone era sicuramente un giocattolo perché mi ricordo che me lo portavo perfino a letto, adesso invece per le nuove generazioni penso sia soprattutto uno strumento per fare sport”.

Roberto_Maurizio
Spazio bianco come ultima battuta dell’intervista, a te… la palla:

“Concedetemi di ringraziare i genitori dei ragazzi, in particolare Emyl e Michele perché grazie alla loro volontà sono riusciti ad iscriverci ad un torneo internazionale: dal 3 al 5 aprile infatti parteciperemo al 2° Bayern Soccer Cup a Monaco. La speranza è di divertirsi portando il più possibile in alto il valore dei nostri ragazzi e del calcio Malo. Inoltre vorrei citare Maurizio, con il quale ho stretto un affiatamento molto speciale. Con l’occasione volevo ringraziarlo per il supporto fondamentale che mi dà sia negli allenamenti che durante le partite”.